Gli investitori esteri tra maggio e giugno hanno venduto rispettivamente 34 e 38 miliardi di obbligazioni italiane, un record storico. I timori sulla legge di Bilancio
Meno 70 miliardi in due mesi. I dati della Banca centrale europea, citati ieri dal Financial Times, rintracciabili negli ultimi due bollettini della Banca d’Italia, non lasciano dubbi: il saldo delle attività degli investitori esteri tra maggio e giugno è un segno rosso per 34 e 38 miliardi di obbligazioni italiane. Un record non lusinghiero. Anche se i titoli di Stato ammontano «solo» a 33 miliardi in giugno e a poco più di 23 in maggio. Il risultato, però, non cambia: chi ritiene di avere in portafoglio troppa Italia rispetto al tasso di incertezza sopportabile per il suo interesse, vende il debito tricolore. Due impennate negative, una di seguito all’altra, che sottolineano una volta di più le fragilità con cui il Paese è chiamato a fare i conti. Cifre da non enfatizzare, dicono in ambienti del Tesoro. Ma nemmeno da sottovalutare.
Di che cosa hanno paura quelli che vendono? Non riescono a immaginare quale sarà il punto di atterraggio della discussione sulla legge di bilancio, attesa per la metà di ottobre, con cui il governo vorrebbe far partire misure non sempre compatibili con i vincoli europei. Aspettano di farsi un’idea sull’eventuale aumento del deficit per finanziare misure a sostegno della crescita e della povertà, ma anche il giudizio delle agenzie di rating. Una bocciatura potrebbe danneggiarci molto. In casi estremi addirittura farci perdere l’accesso al mercato e costringere i grandi portafogli, che non possono investire in titoli troppo rischiosi, a disfarsi di tutto il debito italiano.
Secondo i dati del giornale britannico, leggibili nelle statistiche delle autorità monetarie , è toccato alle banche italiane scendere in campo per controbilanciare, almeno un po’, la partita. Nel secondo trimestre del 2018, infatti, gli istituti di credito hanno acquistato una quarantina di miliardi di Btp. Anche in questo caso si tratta di un record. Per trovare uno sforzo più ampio del sistema creditizio bisogna tornare ai tempi bui della crisi del debito nel 2012.
Gli investitori esteri possiedono un terzo del nostro debito, che ammonta a oltre 2.300 miliardi. Si tratta dunque di una cifra nell’ordine dei 700 miliardi. La maggior parte dei Btp fa
capo a soggetti italiani, famiglie comprese, che investono sempre di più attraverso fondi e gestioni patrimoniali.
L’altra misura dell’incertezza è lo spread. La differenza tra i nostri rendimenti decennali e quelli dei titoli tedeschi negli ultimi mesi è più che raddoppiata passando da 120-130 punti a 260-270, toccando nei momenti peggiori quota 300. E anche questi non sono numeri rassicuranti perché uno spread stabilmente elevato spinge la spesa per onorare il debito pubblico, il Moloch che ci tiene in piedi e che dovremmo abbattere. L’Italia ha bisogno di piazzare sul mercato circa 400 miliardi di titoli l’anno, come è avvenuto anche nel 2017.
La buona notizia è che non siamo più nel contesto del 2011. L’Italia cresce, anche se poco, nel resto d’Europa e negli Usa la ripresa è più forte. Fino al 2019 la Bce andrà avanti, seppur con meno vigore, col programma di acquisto di titoli di Stato. Che va a ingrossare il bilancio della Banca d’Italia, tenendo a bada rendimenti e spread. Il super debito però va aggredito. E i timori di chi lo vende ce lo ricordano una volta di più.
fonte corriere 28 agosto 2018
Lo studio di Scenari Immobiliari evidenzia lo stato di buona salute del mercato immobiliare in Europa, con l’Italia che però segna il passo: bene le compravendite, ma i prezzi languono: “Contrazione fisiologica rispetto ad un anno straordinario come il 2017, ma c’è crisi di prodotti di qualità e gli investitori esteri sono più cauti”.
Il mercato immobiliare europeo corre, ma quello italiano arranca, penalizzato dalla cautela degli investitori esteri e dall’incertezza sulle politiche del nuovo governo in materia. E’ quanto emerge dall’European Outlook 2019, presentato in apertura del 26° Forum organizzato da Scenari Immobiliari a S. Margherita Ligure. Nel 2018, nei principali Paesi dell’Ue (compreso il Regno Unito, nonostante Brexit), la stima è di un ulteriore rafforzamento della crescita del fatturato del settore, di oltre dieci punti percentuali. Per il 2019 la previsione sarà invece di un fisiologico rallentamento, che dovrebbe comunque segnare ancora una crescita positiva di almeno sette punti rispetto all’anno in corso.
Nel dettagli, il fatturato immobiliare del 2018 prevede risultati positivi nei principali cinque Paesi europei, con un’accelerazione in Francia e Germania, seguite da Spagna e Inghilterra, che si è posizionata ultima con l’8,7 per cento in più sul 2017. Molto più lento il ritmo dell’Italia, che si distacca di oltre tre punti percentuali, con crescita del 5,3 per cento nel 2018 e prevista ancora rallentamento nel 2019, con un aumento per 4,8 per cento per il prossimo anno. Per il 2019 Germania e Spagna manterranno un ritmo sostenuto, con aumenti sopra l’otto per cento, mentre seguiranno a ritmi più calmierati Francia e Inghilterra, con circa il sette per cento in più sul 2018. Anche l’Unione europea a 28 membri ha registrato un andamento positivo, ma con variazioni meno significative rispetto alle cinque potenze, pari al +4,7 per cento nel 2018 e + 3,1 per cento nel 2019.
Sempre secondo l’analisi di Scenari Immobiliari, anche l’andamento dei prezzi medi residenziali rispecchia quello del fatturato, con aumenti intorno al 5 per cento in Francia, Germania e Spagna per l’anno in corso, mentre l’Italia, invece, è l’unico Paese ancora in calo, anche se la contrazione va progressivamente riducendosi, facendo stimare per l’anno prossimo un arresto della discesa delle quotazioni. Oltre Oceano, gli Stati Uniti godono di un periodo florido dal punto di vista economico e immobiliare, con previsioni di crescita ogni anno superiori, e un aumento del fatturato del 12,1 per cento per il 2019. Stessa tendenza per i prezzi del comparto residenziale, con un rialzo atteso del 6,8 per cento nel 2019.
Pure le compravendite di abitazioni sono in una fase del ciclo molto positiva in tutti i principali Paesi della Ue, con un incremento medio che a fine 2018 tocca gli 8 punti percentuali dopo l’aumento dell’11 per cento del 2017 sul 2016. L’Italia è in costante aumento anche nel 2018,dopo la somma di 53 miliardi raggiunto nel 2017, anche se i primi mesi dell’anno hanno frenato il ritmo di crescita. In diminuzione anche la percentuale di surroghe, che non costituiscono più una grande quota delle stipule, ma le stime di settore rimangono positive per gli importi.
Il mercato immobiliare italiano, secondo Scenari Immobiliari, è rallentato dalla carenza di prodotto di qualità, sia nel nuovo residenziale (sceso sotto il 10 per cento dell’offerta) che nel non residenziale, soprattutto nelle grandi città. Gli investitori esteri hanno ancora un sentiment positivo nei confronti dell’Italia e nel primo semestre hanno acquisto (per due terzi uffici e il resto commerciale) per quasi due miliardi di euro. È quasi la metà rispetto allo scorso anno. Gli investitori istituzionali italiani (fondi e assicurazioni) hanno comprato per poco più di un miliardo. La contrazione rispetto allo stesso periodo del 2017 è pari al 48,2 per cento. “Al momento non è una ‘fuga’ dall’Italia – ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, presentando il Rapporto – ma una contrazione fisiologica rispetto ad un anno straordinario come il 2017 e al drastico calo del prodotto di qualità sul mercato. Tra i fatti nuovi la maggiore attenzione verso Roma, con la ricerca di immobili di alto livello da trasformare in alberghi”.
“Il 2018 si è confermato positivo per il mercato immobiliare italiano – ha tuttavia spiegato Mario Breglia – anche se investitori e famiglie si sono mostrati più cauti rispetto al 2017. L’incertezza su quali saranno le politiche fiscali e occupazionali del nuovo governo mette un freno alle prospettive. Il mercato soffre della carenza di prodotto nuovo e di qualità. Escluso Milano, i prezzi delle case non salgono e le prospettive sono di una prosecuzione del trend anche il prossimo anno”.
fonte firstonline .info 14/9/2018
Mario Luzzatto Student House
È il primo campus italiano in cui vive la dimensione di università integrata con la ricerca e l’ospedale
Humanitas University apre le porte della Mario Luzzatto Student House, la nuova residenza universitaria. Si arricchisce così il modello educativo di Humanitas University fondato sull’integrazione tra didattica, ricerca e clinica, a cui si aggiunge l’accoglienza per gli studenti integrata da servizi di formazione e sostegno allo studio – tra cui corsi di lingua e attività ricreative. La nuova residenza, presentata oggi, sarà gestita da Camplus, primo provider di housing per studenti universitari in Italia, che oggi gestisce circa 8 mila posti letto in tutto il Paese.
Una proposta innovativa che valorizza il contesto internazionale di Humanitas University anche grazie a Camplus, partner con una solida esperienza nella gestione delle residenze universitarie sviluppata con i Camplus College, il network dei collegi di merito della Fondazione CEUR riconosciuti e accreditati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
La Mario Luzzatto Student House, in via Rita Levi Montalcini 4 a Pieve Emanuele, è dedicata a Mario Luzzatto, manager di fama internazionale, artista e filantropo, e si trova nel nuovo Campus inaugurato nel 2017 dal Presidente Sergio Mattarella, in un’area di 20.000 metri quadrati collegata al centro di Milano.
240 i posti letto, in alloggi con camere singole o doppie, che saranno disponibili a ottobre con l’inizio dell’anno accademico. E poi laboratori, aule studio, palestra, sala relax, biblioteca, terrazza, giardino, caffetteria, lavanderia… tanti spazi comuni dove fare networking e condividere i momenti più emozionanti della vita da studenti. Tra i servizi aggiuntivi, incontri di orientamento e tutoring, iniziative culturali e ricreative. 17 milioni di euro l’investimento per terreno e struttura, costruita nel tempo record di un anno.
Nella gestione della residenza, Camplus metterà a disposizione degli studenti, oltre all’accomodation, anche servizi ad alto valore aggiunto come percorsi di formazione ed eventi di intrattenimento, in grado di accompagnare e supportare gli universitari durante il periodo di studio.
“Diventare un professionista delle Life Sciences oggi – spiega Giorgio Ferrari, Consigliere Delegato di Humanitas University – significa muoversi in un contesto internazionale. Con il Campus, la nostra università, che da subito ha esercitato una forte attrattiva verso gli studenti stranieri, può favorire l’integrazione tra i professionisti di domani con momenti di incontro e scambio tra giovani di culture diverse per costruire relazioni nuove e di ampio respiro”.
“Nella gestione di quest’importante struttura – commenta Maurizio Carvelli, Fondatore e CEO di Camplus – possiamo mettere a disposizione degli studenti la nostra filosofia di accoglienza e formazione, frutto di un’esperienza maturata negli ultimi trent’anni, capace di interpretare i bisogni attuali degli universitari. Nelle nostre residenze offriamo ai ragazzi servizi residenziali di alto livello e numerose opportunità formative integrative agli studi, come corsi di lingua, attività di internazionalizzazione e community, orientamento alla professione tramite incontri con dirigenti di azienda, professionisti e ricercatori di settore. Il tutto sotto la guida di una direzione che sostiene ciascuno studente nelle sue scelte mediante continue occasioni di confronto, per accompagnarlo in uno dei periodi più importanti della sua vita”.
Il test di medicina e l’internazionalità del modello Humanitas
Oggi 1500 studenti (+26% rispetto al 2017) si sono misurati con il test d’ingresso IMAT – International Medical Admissions Test – in lingua inglese per i 100 posti a disposizione nel corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia di Humanitas University. Sono stati già assegnati invece i 50 posti dedicati ai giovani extra europei, che hanno già sostenuto il test ad Aprile. Nel 2018 cresce la componente internazionale: 17% gli stranieri presenti al test (di cui il 5% provenienti dal Regno Unito, 4% dalla Germania, 2% dalla Svizzera), che potenzialmente si andranno ad aggiungere agli studenti extra europei a cui sono già stati assegnati 50 posti. La percentuale di studenti internazionali in Humanitas University al momento è di 44%, persone che provengono soprattutto da Gran Bretagna, Stati Uniti, India, Iran, Canada, Germania, Grecia e Taiwan. Il test IMAT si svolgerà contemporaneamente presso il Forum di Assago e in altre 16 città in tutto il mondo.
La prima notte da aspiranti medici
La sera prima del test, le porte del nuovo Campus si sono aperte per i giovani iscritti alla prova di ingresso. Un’occasione speciale di alloggiare in anteprima presso la nuova struttura del Campus e diventare “universitari per una notte”, tra ripasso e relax.
fonte affari italiani 7/9/2018
Aedes SIIQ S.p.A. comunica di aver firmato, con un primario investitore istituzionale, il contratto per la compravendita dell’immobile ubicato a Milano in Via Agnello 12, a un prezzo di € 50,75 milioni, equivalente a un Net Cap Rate del 3,3% circa. L’immobile, con destinazione d’uso direzionale e una GLA di oltre 4.400 metri quadrati, al 31 dicembre 2017 era stato valutato dall’esperto indipendente € 48,5 milioni. Aedes SIIQ, a seguito della vendita dell’immobile, realizza una plusvalenza di € 2,25 milioni e migliora la posizione finanziaria netta per un importo pari al prezzo di cessione. La vendita di un immobile core come quello di Via Agnello 12, rientra nella strategia del Gruppo di focalizzarsi su investimenti a reddito con rendimenti superiori alla media di settore al fine di massimizzare il ritorno per gli investitori. Aedes SIIQ è stata assistita nella vendita da JLL Italia in qualità di Advisor. Giuseppe Roveda Amministratore Delegato di Aedes SIIQ ha commentato: “Con questa vendita, che raggiunge il picco del mercato immobiliare direzionale degli ultimi tempi, abbiamo realizzato il massimo valore per questo immobile che non presenta nel breve e medio termine margini di incremento della redditività. La nostra strategia sarà di reinvestire i proceeds della vendita su immobili del portafoglio a reddito che consentano di generare maggiori flussi di cassa ricorrenti”. Carlo A. Puri Negri Presidente di Aedes SIIQ ha commentato: “La vendita di un asset del “portafoglio core” a un net cap rate del 3,3% e una plusvalenza di oltre € 2 milioni sottolinea ancor di più il forte disallineamento tra la quotazione di borsa del titolo, pari a circa € 0,33 per azione e il NNNAV (Triple Net Asset Value) del Gruppo pari a € 0,99 per azione e pertanto l’attuale sottovalutazione del titolo Aedes rispetto al suo effettivo valore”
fonte Financial Trend analysis 29/6/2018
In Italia il 77,4% delle famiglie è proprietario della casa in cui vive, ma questo dato è destinato a cambiare nei prossimi anni. Secondo l’Osservatorio sul mercato residenziale delle locazioni di Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) e Mioaffitto.it(https://www.mioaffitto.it/), il mercato consolida la sua crescita, al punto che nell’ultimo anno tutti i parametri risultano in aumento. Rispetto al 2017 infatti la domanda ha fatto un balzo del 2,9%, a fronte di uno stock di offerta cresciuto dell’1,6%e di canoni più cari dell’1,3%.
«Gli italiani hanno sempre dato un grande valore alla proprietà immobiliare, molto più dei cugini europei di Svizzera e Germania, ad esempio, dove circa metà della popolazione vive in abitazioni di suo possesso – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – Un clima di maggior fiducia, tassi di interesse ai minimi storici e un accesso al credito più semplice non potevano di certo far presagire un aumento così importante per l’interesse verso gli affitti. Eppure dalle grandi città è in corso una rivoluzione: ci stiamo avvicinando timidamente a una mentalità più vicina al Nord Europa».
L’andamento dei prezzi nelle regioni italiane
A livello nazionale il canone medio richiesto per un bilocale è pari 579,6 euro al mese. Guardando ai prezzi rilevati nelle regioni italiane, è sempre il Lazio quella più cara, con una media di 751,2 euro per un bilocale, nonostante un calo dell’1,2% su base annua. Sotto la spinta di Milano è la Lombardia la seconda in classifica, con canoni mensili medi di 678 euro, cresciuti di oltre il 2% rispetto al 2017. Seguono i valori rilevati in Toscana e in Valle d’Aosta, dove si richiedono mediamente 642,6 e 641,4 euro al mese.
La Toscana, insieme all’Emilia Romagna e al Friuli Venezia Giulia, è la regione in cui i prezzi risultano maggiormente in crescita rispetto all’anno scorso, con percentuali vicine al 3%.
Di contro, i canoni in Valle d’Aosta sono più bassi del 2,1% in confronto al 2017; ma sono Calabria e Basilicata le due regioni in cui i prezzi richiesti per affittare un’abitazione hanno perso il 2,6% su base annua, la percentuale negativa più evidente.
Le dieci città più care d’Italia
Rimane invariato rispetto all’anno passato l’elenco delle dieci città più care in cui affittare casa, con un’unica eccezione: quella di Napoli che lascia il posto a Verona.
Milano supera Venezia e Firenze, diventando così la città più cara in assoluto dove, a fronte di una domanda cresciuta di oltre il 4% nell’ultimo anno, l’affitto di un monolocale costa mediamente 700 euro al mese (17,5 euro/mq). A seguire si trova Firenze, con un costo medio di 613 euro per un monolocale e una domanda aumentata del 3,3%.
Sono al terzo posto, quasi a pari merito, Roma e Venezia, con un canone mensile medio per un monolocale pari rispettivamente a 540 e 539 euro, ma con due andamenti del mercato differenti. Nella Capitale si registra una crescita dell’offerta del 2,6% rispetto al 2017, a fronte di una domanda che ha fatto meglio, aumentando del 3,3%. Più stabile la situazione di Venezia, dove domanda e offerta subiscono oscillazioni minori, pari rispettivamente al +1% e -0,4%.
La presenza di studenti e lavoratori fuori sede, unita a prezzi più alti della media, confermano nella classifica delle dieci città più care d’Italia per affittare casa anche Bologna, Bolzano, Como, Siena, Pisa e la già citata Verona.
«L’approccio alla locazione è cambiato e a dimostrarlo si aggiungono anche i numeri relativi alla popolazione dei Millennials – conclude Carlo Giordano – Solo nove giovani su cento infatti sono proprietari della casa in cui vivono e la scelta di un immobile in locazione non è più percepita come una rinuncia ma come una scelta consapevole, mossa in particolare da una sempre maggiore mobilità legata al lavoro».
fonte sito Immobiliare.it 8/3/2018
Di seguito le tabelle con le regioni italiane e indicazione del canone mensile medio richiesto per l’affitto di un bilocale da 60 metri quadrati (con le variazioni rispetto al 2017) e la classifica delle 10 città più care per gli affitti residenziali:
REGIONE | Canone medio mensile per affitto di un bilocale (feb 2018) | Variazione % vs. feb 2017 |
Abruzzo | € 389,40 | 0,5% |
Basilicata | € 397,20 | -2,6% |
Calabria | € 300 | -2,6% |
Campania | € 441 | 0,1% |
Emilia Romagna | € 513 | 2,8% |
Friuli Venezia Giulia | € 460,20 | 2,9% |
Lazio | € 751,20 | -1,2% |
Liguria | € 540 | -0,6% |
Lombardia | € 678 | 2,2% |
Marche | € 450,60 | 2,5% |
Molise | € 316,20 | 2,8% |
Piemonte | € 414,60 | -1,3% |
Puglia | € 409,80 | 2,5% |
Sardegna | € 526,20 | -1,8% |
Sicilia | € 386,40 | 0,3% |
Toscana | € 642,60 | 2,8% |
Trentino Alto Adige | € 540 | -0,2% |
Umbria | € 397,80 | 2,1% |
Valle d’Aosta | € 641,40 | -2,1% |
Veneto | € 494,40 | 2,2% |
Italia | € 579,60 | 1,3% |
Il Contest
Conoscere gli immobili dello Stato attraverso la fotografia: l’Agenzia del Demanio promuove il concorso #Fermoimmobile per diffondere la conoscenza del patrimonio immobiliare pubblico italiano.
I destinatari
Possono partecipare al concorso fotografico #Fermoimmobile tutti i cittadini italiani e stranieri, fotografi amatoriali o professionisti, che abbiano compiuto la maggiore età
Come partecipare
Inviando entro le 12:00 del 3 maggio alla mail fermoimmobile@agenziademanio.it uno o più scatti in digitale, scegliendo il soggetto/i tra i beni dello Stato presenti su Opendemanio, dopo aver preso visione del Regolamento
Informazioni e contatti
Per qualsiasi informazione o richiesta è possibile inviare una mail alla casella di posta: fermoimmobile@agenziademanio.it
Chi sceglierà le 5 foto più belle?
Mauro Tozzi -Geologo, divulgatore scientifico e saggista italiano, noto anche come autore, conduttore e personaggio televisivo
Fabio Mantovani – Fotografo professionista esperto in cityscape, specialista in reportage di architettura, interni e corporate collabora con le più importanti riviste del settore
Paola Pierotti – Architetto urbanista e giornalista del Sole24ore, esperta in rigenerazione urbana, è co-fondatore della società PPAN-comunicazione e networking per il costruito
Roberto Reggi – Direttore dell’Agenzia del Demanio dal 2014, promuove la conoscenza del patrimonio immobiliare dello Stato come valore di identità nazionale
http://www.agenziademanio.it/opencms/it/progetti/fermoimmobile/
Leggi il Comunicato Stampa di #Fermoimmobile
Immobiliare più sicuro con il “bollino di garanzia del notaio”: parte ‘Avvisi notarili’ (www.avvisinotarili.it), il portale realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato che ospita immobili in vendita già verificati e certificati dal notaio. Il sito, recita una nota, “raccoglie gli immobili e i beni mobili in vendita provenienti da dismissioni di enti pubblici e procedure dei Tribunali, ed è pronto ad ospitare anche gli annunci di vendita degli operatori del settore e dei privati, con o senza asta notarile telematica”; saranno, dunque, “per la prima volta sul web, gli avvisi pubblicati dagli operatori del settore vengono preventivamente controllati dal notaio, anche al fine di evitare il nascere di contenziosi tra le parti attraverso l’esame della seguente documentazione: corretta fotografia dello stato giuridico, con visura ipo-catastale da parte del notaio, verifica dei dati e di eventuali trascrizioni pregiudizievoli, eventuale verifica dello stato urbanistico ed edilizio: ogni avviso indicherà se su quell’immobile è stato effettuato o meno l’accertamento di un tecnico qualificato e, nel caso, con quale esito”, nonché “documentazione esaustiva per la stipula del rogito notarile (titoli di proprietà, catastali, Ape, e ogni documento necessario alla stipula), evitando l’insorgere di imprevisti e contestazioni e garantendo trasparenza e sicurezza in tutta la procedura d’acquisto”. Infine, la presenza di una rete notarile diffusa sull’intero territorio nazionale consente a tutti di accedere agevolmente e in sicurezza a vendite di immobili e mobili, anche all’asta, tramite la Rete Aste Notarili (RAN), la piattaforma realizzata da Notartel Spa che collega tutti i notai italiani in grado di gestire le aste telematiche.
(ANSA) – ROMA, 04 APR -
Immobiliare più sicuro con il bollino di garanzia del notaio. È ufficialmente online il portale «Avvisi notarili» (www.avvisinotarili.it), realizzato dal Consiglio nazionale del notariato, che ospita immobili in vendita già verificati e certificati dal notaio. I classici controlli che puntano ad evitare la nascita di contenziosi futuri, cioè, vengono spostati a monte.
Avvisi notarili raccoglie in questa prima fase gli immobili e i beni mobili in vendita provenienti da dismissioni di enti pubblici e procedure dei tribunali. Si tratta, però, di un progetto aperto, che è pronto ad ospitare anche gli annunci di vendita degli operatori del settore e dei privati, con o senza asta notarile telematica.
La novità
La sostanza è che, per la prima volta sul web, gli avvisi pubblicati dagli operatori del settore saranno preventivamente controllati dal notaio, anche allo scopo di evitare il nascere di contenziosi tra le parti attraverso l’esame della documentazione.
La documentazione
L’immobile sarà, allora, dotato di una corretta fotografia dello stato giuridico, con visura ipo-catastale da parte del notaio, verifica dei dati e di eventuali trascrizioni pregiudizievoli. Sarà effettuata una eventuale verifica dello stato urbanistico ed edilizio: ogni avviso indicherà se su quell’immobile è stato effettuato o meno l’accertamento di un tecnico qualificato e, nel caso, con quale esito. E conterrà la documentazione esaustiva per la stipula del rogito notarile (titoli di proprietà, catastali, Ape, e ogni documento necessario alla stipula), evitando l’insorgere di imprevisti e contestazioni e garantendo trasparenza e sicurezza in tutta la procedura d’acquisto.
fonte web il sole 24 ore 4 aprile 2018
Ha finalmente concluso il proprio iter il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che disciplina le condizioni di esercizio dei Condhotel. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, esprime “apprezzamento per il traguardo raggiunto”. La legge stabilisce che i Condhotel sono esercizi alberghieri composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina.
“La formula del condohotel – sottolinea Bocca – genera vantaggi a 360 gradi: l’albergatore, grazie alla vendita di una parte dell’immobile, reperisce le risorse per riqualificare la struttura, che mantiene un assetto unitario; chi compra uno degli appartamenti può affidarne la gestione all’albergo (eventualmente riservandosene la disponibilità in alcuni periodi), realizzando un conveniente investimento; il cliente può usufruire di un nuovo tipo di offerta, senza rinunciare ai vantaggi ed ai servizi tipici del pernottamento in albergo.” Bocca evidenzia anche la peculiarità del modello italiano: “Il condhotel può nascere sia dalla trasformazione in appartamenti di una porzione di un albergo esistente (non più del 40% della superficie) sia dall’aggregazione ad un hotel di un certo numero di appartamenti ubicati nelle immediate vicinanze (200 metri lineari).”
“Confidiamo che questa seconda modalità – prosegue Bocca – agevoli la bonifica del mercato delle locazioni brevi, sin qui caratterizzato dal dilagare di un’offerta improvvisata e non di rado irregolare. Il nuovo istituto può infatti risultare utile anche per chi desidera affittare il proprio appartamento ai turisti operando nel rispetto delle regole: gli immobili potranno essere affidati ad imprese alberghiere che li gestiranno in modo professionale, curando i vari adempimenti nel rispetto dei diritti dei consumatori, dei lavoratori e dei cittadini, dell’ordine pubblico e dell’equilibrio del tessuto urbano.” “La palla passa ora alle Regioni – conclude Bocca – che ci auguriamo provvedano celermente alla adozione dei provvedimenti di propria competenza, per rendere lo strumento pienamente operativo”.
Scheda tecnica (l’iter del provvedimento) La disciplina legislativa del Condhotel è dettata dall’articolo 31 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (il cosiddetto “Sblocca Italia”) convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. Si è però dovuto attendere il 22 giugno 2017 per la decisione della Conferenza Unificata che ha sancito l’intesa sullo schema di Decreto predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per regolare la materia. Il 27 luglio 2017, il Consiglio di Stato, in sede consultiva, ha formulato alcune osservazioni, accompagnate da richieste di chiarimenti. Un secondo parere è stato espresso nella seduta del 23 novembre 2017. Il decreto è stato firmato dalla Presidenza del Consiglio il 17 gennaio 2018 e, dopo il via libera della Corte dei Conti, sancito il 27 febbraio 2018, è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, attesa per i prossimi giorni. I prossimi passi: l’articolo 5 del decreto prevede che ciascuna Regione, con propri provvedimenti, disciplini le modalità per l’avvio e l’esercizio dei Condhotel.
fonte web 28/2/2018
Il franchising Tecnocasa ha realizzato un “giro d’Italia” del mercato immobiliare per analizzare prezzi, compravendite e tendenze nelle grandi città italiane.
Bari
Prezzi: -1,3%
A Bari le zone centrali registrano un buon andamento grazie ai quartieri di Murat-Libertà e di Borgo Antico. In quest’ultimo quartiere poi si segnalano investimenti finalizzati all’affitto turistico. Nella macroarea di San Pasquale-Carrassi i prezzi decisamente diminuiti attirano anche investitori che acquistano per affittare agli studenti. Stabili i valori nei quartieri di Palese, Santo Spirito, Carrassi
Bologna
Prezzi: +1,1%
Compravendite: -3,0%
Bene il centro storico dove si segnala sempre una buona domanda di investitori, soprattutto genitori di studenti universitari, numerosi in città. In queste aree vanno avanti i lavori di ristrutturazione su immobili di grandi dimensioni (che vengono frazionati) o su uffici ormai non più utilizzati e che subiscono un cambio di destinazione d’uso in residenziale. Attese per l’area di San Donato e San Donnino in seguito al progetto FICO Eataly World, un’area che sarà destinata all’agroalimentare e che dovrebbe portare un indotto di lavoratori e di visitatori annuali. Buon andamento anche per il quartiere Barca dove si segnala una buona domanda di locazione per la presenza di aziende e dell’Ospedale Maggiore.
Genova
Prezzi: -3,0%
Compravendite: +2,6%
Ancora in calo i valori immobiliari nella città genovese, il parco immobiliare di bassa qualità (spesso di tipologia popolare) e la bassa disponibilità di spesa espressa dai potenziali acquirenti fanno si che la ripresa sia ancora lontana nel capoluogo ligure. Si salvano la zona intorno all’Ospedale San Martino dove comprano anche gli investitori. L’offerta più signorile sembra tenere meglio.
Napoli
Prezzi +0,7%
Compravendite: +8,9%
Napoli è la città dove in questo momento dai nostri dati risulta una percentuale importante di acquisti ad uso investimento concentrati nelle zone centrali e, negli ultimi tempi, anche a San Giovanni a Teduccio grazie non solo alla presenza di facoltà universitarie ma anche all’arrivo del centro Ios della Apple che sta richiamando studenti da tutta Italia. L’attitudine sempre più turistica della città sta portando un aumento, soprattutto nelle zone centrali, di acquisti ad uso investimento per realizzare B&B ed affittacamere.
Roma
Prezzi -0,7%
Compravendite: + 4,9%
Roma sconta il periodo difficile che sta vivendo e la ripartenza è rallentata. Le zone centrali comunque si salvano grazie ai numerosi acquisti ad uso investimento con destinazione turistica che hanno interessato la città e che si concentrano soprattutto nella zone maggiormente attrattive (Centro storico, San Pietro, Testaccio, Trastevere). Bene anche la zona Tiburtina soprattutto sul versante della locazione in seguito all’insediamento dei nuovi uffici di Bnp Paribas e non si esclude che si possano avere in futuro effetti anche sugli investimenti grazie alla vicinanza del Policlinico e di diverse facoltà universitarie. Anche la zona Marconi segnala una ripresa dell’investimento e ci sono diverse aree di nuova costruzione e di recupero (ex area Miralanza ed ex area Uci Cinema). Sempre bene le zone signorili tra cui Parioli e Prati dove si registra una ripresa della domanda di immobili signorili.
Firenze
Prezzi: -0,2%
Compravendite: + 6,5%
Il centro di Firenze è oramai quasi appannaggio degli acquisti per investimento da destinare a B&B. Acquistano anche stranieri per pezzi particolari con vista e decisamente prestigiosi. Tutto il centro (Santa Croce, San Gallo e Santa Maria Novella) risente dunque di questo tipo di acquisti.
Palermo
Prezzi: -0,6%
Compravendite: + 13,7%
Boom di compravendite a Palermo in questi primi nove mesi del 2017 grazie anche ai prezzi più vantaggiosi. Le zone centrali sono quelle che appaiono maggiormente dinamiche grazie alla sempre maggiore attrattività turistica della città, destinata ad aumentare ora che la città è stata nominata capitale della cultura per il 2018. Il fenomeno sta interessando le zone centrali e a ridosso della stazione della città dove sono in corso anche diversi interventi di riqualificazione di arterie stradali, potenziamento della metropolitana. Tutto ciò in futuro potrebbe dare possibilità di miglioramento alla città.
Verona
Prezzi: +0,5%
In lieve aumento i valori nelle zone centrali dove si registra una buona domanda di acquisti ad uso investimento, anche come casa vacanza. Sostanzialmente stabili i valori immobiliari negli altri quartieri della città.
Torino
Prezzi: -1,0%
Compravendite: + 4,0%
Tra le metropoli italiane Torino è quella che, dopo Milano, ha saputo trasformarsi e rinnovarsi . Il 2006, l’anno delle Olimpiadi invernali è quello che ha fatto da spartiacque tra un “prima”, fatto di riqualificazioni sul territorio e un “dopo”, in cui la città ha rivelato le sue notevoli potenzialità. I valori immobiliari però sono ancora in ribasso soprattutto nelle zone in cui l’offerta immobiliare non è di qualità, zone centrali incluse. Un lieve aumento ha interessato il quartiere del Parco del Valentino dove si registra un ritorno degli investitori che acquistano soprattutto per la presenza di diverse facoltà universitarie. In diverse zone periferiche inizia a vedersi un aumento dei valori ma solo perché sono ormai talmente bassi che gli acquirenti di prima casa ne approfittano. Sempre bene la domanda ad uso investimento soprattutto a ridosso del Politecnico e in centro, dove si segnalano i primi acquisti di tipo turistico. Lievi incrementi di prezzo si registrano in diverse aree periferiche, dove ormai si erano raggiunti livelli molto contenuti. Sempre apprezzate e dinamiche anche le zone collinari dove, oltre agli investitori, si muove un target di acquirenti benestanti.
Milano
Prezzi: +1,0%
Compravendite: +7,8%
Milano continua a dare segnali positivi. Infatti le transazioni sono in aumento e i prezzi anche, di poco. Continuano i lavori di trasformazione della città meneghina. Vediamo come stanno andando le diverse aree di Milano, con particolare attenzione a quelle interessate dai più importanti lavori di riqualificazione. Il progetto di Porta Nuova ha avuto i suoi effetti sulle zone centrali che, in questa prima parte del 2017, hanno registrato un aumento dei prezzi e sulla macroarea Centrale-Gioia-Fulvio Testi (+2,1%).
Entrambe le aree infatti hanno cambiato volto negli ultimi anni e ancora oggi gettano le basi per nuove trasformazioni urbanistiche. In crescita dell’1,8% i valori immobiliari della macroarea di Città Studi-Indipendenza grazie alla performance registrata nella zona di Città Studi in seguito alla domanda di investitori e genitori di studenti. Non si registrano al momento effetti legati al trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università Statale nell’ex area dell’ Expo, ma in zona è previsto un importante progetto: il nuovo campus disegnato da Renzo Piano.
Incrementa i valori anche la macroarea di Navigli-Famagosta grazie alla presenza di importanti atenei e alle attese legate a “Symbiosis”. In crescita dell’1,3% i prezzi della macroarea di Vercelli-Lorenteggio dove si segnala la buona performance dei quartieri Wagner-De Angeli, Gambara e Bande Nere. Aumento dello 0,8% dei valori immobiliari per le macroaree di Fiera-San Siro e Lodi-Corsica e diminuzione dello 0,8% nella macroarea di Bovisa-Sempione.
Nella prima è la zona Fiera-Monterosa a segnalare le prime richieste di acquisto e di locazione da parte di chi lavorerà a City Life nelle sedi di Allianz e Generali che accoglieranno circa 6000 lavoratori e nel più grande centro commerciale urbano d’Italia, “CityLife Shopping District”, Impatti anche sulla macroarea di Bovisa-Sempione, in particolare sulla domanda ad uso investimento nella zona Sempione-piazza Firenze grazie al completamento della fermata “Tre Torri” della linea 5 della metropolitana che la collega velocemente proprio con gli uffici di City Life.
Occorre poi ricordare che a Milano esistono anche altri due importanti progetti: il recupero degli scali ferroviari e la riqualificazione delle periferie che interesserà in particolare le case popolari e le strade nonchè la creazione di nuovi centri di aggregazione.
idealista 23 gennaio 2018